Io e la fotografia

Ricordo che già da bambino ero attratto dalle macchine fotografiche, ma l'unica fotocamera che mio padre aveva comperato era una Bencini Comet, che veniva tirata fuori dal cassetto solo in occasione di passeggiate o gite fuori città. Quando capitava, cercavo sempre di convincerlo a farmi scattare qualche foto, ed ero sempre io a portare la pellicola dal fotografo vicino a casa per lo sviluppo e la stampa.
Nonostante questo precoce interesse, la passione per la fotografia è rimasta latente sino ad arrivare quasi alla maggiore età.

Solo negli ultimi anni della scuola superiore iniziai a comprare alcune riviste di fotografia per approfondire la materia dal punto di vista tecnico.  Subito preso dalla passione racimolai i soldi per comprare la mia prima macchina fotografica, che date le scarse risorse finanziarie era la più economica e semplice delle Reflex in commercio: la Zenit E, una macchina di origine Sovietica, totalmente manuale, una vera e propria nave scuola per la generazione di fotografi squattrinati del periodo:

- otturatore a scorrimento orizzontale con tendine in tessuto e tempi da 1/30sec. a 1/500sec. + posa B

- ottica intercambiabile con innesto a vite 42x1

- obiettivo a corredo mod. Helios-44 da 58mm. f/2 (che conservo ancora), a preselezione di diaframma  (bisognava chiudere manualmente il diaframma al valore scelto prima di scattare la foto)

- esposimetro esterno con cellula al selenio, non accoppiato: in pratica veniva influenzato da qualsiasi cosa si trovasse di fronte alla fotocamera; un galvanometro collegato alla cellula forniva la coppia tempo/diaframma (da impostare manualmente sulla fotocamera) attraverso un regolo circolare posizionato sulla parte sinistra della calotta e sul quale si doveva impostare preventivamente la sensibilità della pellicola utilizzata.

- totalmente in metallo, con dimensioni 138x100x93 e peso di circa 1kg (obiettivo compreso).

Dopo qualche anno di uso intenso si ruppe il perno di uno dei rulli di trascinamento della tendina dell'otturatore, e dopo un attento lavoro di smontaggio, portai il pezzo da un artigiano tornitore insieme al disegno che riportava le misure prese minuziosamente con il calibro: mi costruì un nuovo perno, quasi perfetto, consentendomi di utilizzare la macchina ancora per qualche tempo, sino a quando si rovinò irrimediabilmente la tela della tendina e decisi che non appena messi i soldi da parte avrei comprato una macchina nuova.  

Nel frattempo avevo anche imparato a sviluppare le pellicole e subito dopo comprai un ingranditore con il quale stampavo le foto in casa (rigorosamente in B&W), trasformando in camera oscura  il bagno di casa, che rimaneva così impegnato per ore, con grande gioia dei familiari.

Per fare un po' di esperienza mi presentai nel laboratorio di un fotografo che operava per conto di un quotidiano Sardo, gli feci vedere le stampe di alcune mie foto e chiesi se potevo rendermi utile come assistente.

Fu così che ebbi la prima esperienza, se così si può dire, "professionale": oltre a sviluppare le pellicole in laboratorio, feci foto nelle scuole, durante gli eventi pubblici, alle manifestazioni dei lavoratori, e dopo essere stato presentato al uno dei giudici incaricati, seguii alcuni importanti processi in corso all'epoca.
Naturalmente, non avendo una attrezzatura adeguata, mi avvalevo spesso di quella del fotografo che aveva diversi corpi macchina Topcon RE Super (reflex storica uscita a metà degli anni 60), alcune biottiche Rolleiflex, e una serie di flash a torcia della Metz.

In quel periodo Marcella, la ragazza che di lì a poco sarebbe diventata mia moglie, mi regalò una Fujica: montava sempre gli obiettivi a vite 42x1, ma era una reflex prodotta in Giappone con meccanica e obiettivi di qualità, molto simile alla Spotmatic dell'Asahi Pentax.
Negli anni successivi ho avuto una Pentax ME con attacco K a baionetta, una bellissima macchina che sommava le piccole dimensioni a una una costruzione solida e a un ottimo sistema di esposizione.



Alla Pentax ho affiancato successivamente una Ricoh XR-M motorizzata del 1988, ultimo corpo macchina analogico acquistato (ancora oggi in mio possesso), che aveva il pregio di adottare lo stesso attacco a baionetta K.


In seguito c'è stato un lungo periodo nel quale ho quasi totalmente trascurato la fotografia, sino a che non sono stato incuriosito dal nuovo sistema digitale.

Il primo acquisto digitale è stata una macchinetta economica da soli 3Mp della HP, comprata per curiosità ma anche per evitare il problema dello sviluppo dei negativi quando si voleva avere qualche foto ricordo disponibile immediatamente.
Seguita a breve tempo da una Lumix, compatta della Panasonic dalle ottime caratteristiche per la sua categoria, e a partire da quel momento il passo verso una reflex digitale è stato facile: prudentemente ho acquistato una delle piccole di casa Pentax, che mantenendo l'attacco K mi garantiva la compatibilità con le vecchie ottiche che ancora conservavo.

L'esperienza è stata particolarmente positiva, e nonostante si trattasse di un modello base, mi ha dato molte soddisfazioni, risvegliando la vecchia passione per la fotografia e facendomi prendere la decisione di aprire questo Blog.

La Pentax è stata assorbita dalla Ricoh, e il marketing del nuovo marchio associato non è stato abbastanza aggressivo per un mercato in del digitale in così rapida crescita.
Un vero peccato! La K5 ad esempio, è stata una macchina eccellente, e all'uscita veniva giustamente ritenuta la migliore tra le reflex della sua categoria; purtroppo però non è stata supportata da un parco ottiche adeguato per competere ad armi pari con Nikon e Canon, e persino le marche di ottiche universali tendono a trascurare l'attacco K.
C'è da dire che a partire dal 2012 si sono viste finalmente alcune novità, ma siamo molto lontani da quanto si muove nel resto del mercato, e la mancanza di un corpo macchina full-frame (la K1 è uscita solo nel 2016) ha escluso la Pentax dal settore professionale; solo nel medio formato troviamo la 645D che ha parzialmente difeso il marchio, ma siamo in un campo di applicazione molto diverso.

Così, con mio grande rammarico ho deciso di cambiare, e dopo un lungo periodo costellato di dubbi e incertezze tra Canon e Nikon, a fine aprile 2012 mi è capitata l'opportunità di prendere un corpo macchina Canon 60D usato, ma praticamente nuovo, che aveva in dotazione il classico 18-55 IS Canon (un onesto obiettivo base), un 55-200 Tamron (non stabilizzato), e un buon grandangolare 10-20 della Sigma.






A breve distanza  ho sostituito:

- il 18-55 con il Canon EF-S 15-85: ottimo obiettivo tuttofare che offre insieme a un'escursione di focale più estesa (24-136mm. se rapportato al full frame), delle prestazioni ottiche decisamente migliori.



- il 55-200 con un più solido e prestante 70-300 Di VC USD, sempre della Tamron, che copre il pieno formato (considerato che più avanti potrebbe esserci l'opportunità di prendere un corpo macchina full-frame). 




Entrambi questi obiettivi hanno un motore per la messa a fuoco veloce e preciso, particolare che è più importante di quanto normalmente si è indotti a pensare, anche sviati dal fatto che nelle prove tecniche difficilmente viene preso in seria considerazione.

Per Natale 2012 mia figlia mi ha regalato il 50mm. f/1,8 Canon, che ha dispetto del suo prezzo particolarmente economico è una buona ottica; naturalmente la leggerezza della struttura e la bassa velocità di messa a fuoco ne fanno un obiettivo per uso amatoriale, ma avere in borsa un cinquantino più luminoso degli zoom è sempre cosa utile.



2013

Non me ne vogliano gli amici Pentaxiani ma, anche se a malincuore, ho deciso di vendere la piccola Pentax K-m e prendere un secondo corpo macchina Canon. Questo mi consente di utilizzare le ottiche acquistate per la 60D anche quando capita di prestare la fotocamera a mia figlia Daniela per matrimoni o servizi fotografici per i quali è indispensabile avere una fotocamera di riserva.
(vedi sito: http://fotografia.danielaserpi.it/)



Ho trovato la possibilità di vendere e acquistare, in un'unica operazione, da uno dei migliori negozi di materiale fotografico della mia regione: Roberto Pezzi (sito: http://www.robertopezzi.com/) .
Così ho preso un corpo 600D, fotocamera certamente amatoriale ma con lo stesso sensore e schermo mobile della 60D, che oggi viene venduto a un prezzo estremamente vantaggioso.




2014 

Dato che sporadicamente mi capita di dare una mano a mia figlia nella sua attività di Wedding Photography (vedi sito: http://fotografia.danielaserpi.it/) , ho acquistato usato un obiettivo Canon EF 28-105 II USM, che utilizzo sulla 5D Mark II che mi presta in quelle occasioni, mentre lei adesso utilizza una 6D, fotocamera decisamente migliore quando si lavora ad alti ISO.




Aggiornamento agosto-settembre 2014:

La fotografia di matrimonio è un ambito professionale che comporta grandi responsabilità nei confronti del propri clienti: gli sposi si affidano a un determinato fotografo per avere la certezza che, attraverso alle sue immagini, sia possibile rivivere nel tempo i momenti più significativi e felici di quell'unica e irripetibile giornata.  
Vivere in prima persona questa esperienza professionale (nonostante il mio ruolo sia solo di supporto al lavoro di mia figlia Daniela), comporta la necessità di passare al sistema Full-Frame.

Ho quindi venduto una parte dell'attrezzatura per favorire l'acquisto di un secondo corpo EOS 6D, che pur non essendo il modello di punta della Canon ha un sensore che per qualità dell'immagine e gestione del rumore alle alte sensibilità, da del filo da torcere alla più blasonata 5D mark III.



Al corpo della 6D è stato abbinato il 24-105 serie L (comprato usato da un fotografo professionista che opera in Emilia), che offre una gamma di focali ottimale e rappresenta una garanzia in fatto di robustezza e prestazioni.




Sostituito il Sigma 10-20 per APS-C, con un obiettivo usato Sigma 17-35 f/2.8-4 EX DG HSM che copre il formato FF. 



Come spesso accade con i vecchi Sigma, l'obiettivo soffre di un leggero front-focus, ma dato che mi interessa sopratutto come supergrandangolare e che la 6D ha la possibilità di regolazione fine dell'AF fine (singola sino a 40 obiettivi), non è un problema. Ovviamente non è come avere un Canon serie L, ma l'obiettivo è robusto e con una messa a fuoco veloce, lo utilizzerò prevalentemente per le foto di paesaggio e per qualche scatto nei matrimoni quando le persone ballano in gruppo, quindi al momento mi ritengo abbastanza soddisfatto.


2015

Ho dato a mio figlio Enrico la 600D con il 18-55 STM e un 55-250 perché inizi a prendere confidenza con la reflex, ma non appena avrà fatto un poco di esperienza spero possa essere coinvolto nell'attività della sorella. 
Nel corso dell'anno ha già dimostrato di avere le qualità per lavorare in campo fotografico, ed inoltre è un lavoro che gli piace, abbiamo quindi deciso che è il momento di fare un passo in avanti anche dal punto di vista dell'attrezzatura fotografica, così anche lui potrà contare su un corpo macchina adeguato: una 6D con il 24-105 f4 L.

In corso d'anno ho acquistato un Canon 100mm. f/2 usato, per poter contare su un'ottica ideale per i ritratti (come l'85mm.) grazie anche alla sua luminosità e la qualità dello sfocato. 


Ha sulle spalle molti anni e si sentono, ma nonostante tutto continua a fare onestamente il suo lavoro.


2016

L'attività di mia figlia Daniela - http://fotografia.danielaserpi.it/ - sta crescendo e questo fa ben sperare che nel futuro possa esserci spazio anche per il fratello, che per il momento continua a fare esperienza, seguendoci paso passo durante tutta la stagione dei matrimoni. 
Questo rende necessario pensare a rinforzare la dotazione di ottiche perché ciascuno possa contare su un parco utile per ogni occasione, anche se non possiamo permetterci di fare il passo più lungo della gamba. 
Gli obiettivi Canon serie L richiedono investimenti ingenti, ma per fortuna esistono alcuni modelli più datati, che pur con ottime caratteristiche generali, consentono di mantenere i costi a un livello decisamente accettabile. Così sono entrati a far parte della famiglia un Canon 70-200 f4,... 



...e un Canon 17-40 f4.




Ho anche sostituito il 50 f/1.8 con la nuova versione STM, che ha una resa ottica analoga (forse leggermente migliore a f/2.8 e f/4); è più veloce/preciso nella messa a fuoco e la distanza minima è scesa di 10cm.; ha il diaframma a 7 lamelle (contro 5) e la flangia di innesto in metallo che garantisce una maggiore precisione e durata nel tempo.



Non ho preso la versione più luminosa perché costa oltre il doppio e non è un obiettivo che utilizzo spesso. Tenuto conto che la resa è comunque molto vicina alla versione f/1.4, che è leggerissimo, poco ingombrante e affidabile, ritengo faccia comodo averlo comunque sempre disponibile in borsa.