La Composizione in fotografia - parte 3°

Nella seconda parte del post sulla "Composizione", abbiamo visto come una serie di linee convergenti siano in grado di dare profondità a un’immagine.
La presenza di un effetto prospettico è in grado di coinvolgere maggiormente lo spettatore perché gli trasmette la sensazione di trovarsi di fronte a una scena reale.




I lati di un viale alberato o i bordi di una strada che sembrano convergere verso un punto all’orizzonte...




.., gli argini di un fiume, oppure i margini di un canale di convogliamento delle acque...



.., gli spigoli di un edificio inquadrato dal basso che si slanciano verso il cielo...


.., oppure le mura e le scalette di un vicolo della città vecchia...


.., rappresentano alcune delle situazioni di prospettiva lineare che sicuramente conosciamo meglio.

Ma il nostro cervello, nel valutare la profondità di una scena, non si basa solo sull'eventuale presenza di linee convergenti, ma considera molti altri fattori derivanti dall'esperienza pratica, attraverso i quali il sistema occhi-cervello è in grado di riconoscere visivamente lo spazio.

Vediamo di seguito alcuni aspetti da considerare per provare ad accentuare la prospettiva di una foto:

Prospettiva decrescente: gli oggetti ci appaiono via via più piccoli, man mano che si allontanano da noi: prendiamo ad esempio una serie di alberi distribuiti lungo una strada...



.., la loro dimensione apparente diminuirà con il crescere della distanza, aspetto che risulta più evidente se gli oggetti sono della stessa dimensione...





La focale dell'obiettivo: attenzione a una questione che rischia di creare confusione in chi si avvicina alla fotografia, spesso per l'approssimazione di tante affermazioni che si leggono in rete, e a volte anche anche su qualche manuale: la profondità di una foto, (o se preferite: la prospettiva che si percepisce), non dipende dalla focale dell'obiettivo. Vediamo un esempio chiarificatore:

la prima foto è scattata con un obiettivo grandangolare:



La seconda foto è fatta scattando dallo stesso punto, ma questa volta utilizzando un teleobiettivo:



Ora, prendiamo la foto fatta con il grandangolo e eseguiamo un ritaglio che inquadri esattamente ciò che è stato ripreso utilizzando il teleobiettivo:



Ingrandendo il ritaglio della foto fatta con il grandangolo e confrontandolo con la foto scattata con il teleobiettivo, vedremo che la prospettiva è esattamente la stessa:


Ma allora, perché quando utilizziamo un grandangolo la foto sembra acquisire una maggiore profondità?
Il grandangolo, lo dice la parola stessa, ha un ampio angolo di visuale, e quindi per riprendere il soggetto saremo costretti ad avvicinarci molto; il rapporto tra la distanza di ripresa del soggetto e quella tra soggetto e sfondo, sarà elevato, accentuando la sensazione di profondità;

Ripresa con focale 15mm. (FullFrame 24mm.)
se invece riprendiamo lo stesso soggetto con un teleobiettivo, ci dovremo allontanare molto per ottenere che la sua dimensione nella foto risulti identica a quella fatta con il grandangolo; il rapporto tra la distanza di ripresa e quella tra soggetto e sfondo sarà minore, e conseguentemente la prospettiva risulterà decisamente meno marcata.

Ripresa con focale 50mm. (FullFrame 80mm.)
Osserviamo come la ripresa effettuata da una distanza maggiore (utilizzando il teleobiettivo), comporti una compressione dei piani: la nave sullo sfondo sembra essere molto più vicina,  e la catena sul molo rimane totalmente nascosta dal cordolo giallo.

Un'altro esempio:




L'altezza del punto di ripresa: se ci troviamo in posizione rialzata, le linee convergenti formeranno un angolo molto stretto, mentre se ci posizioniamo a livello del terreno, le stesse si allargheranno notevolmente; come si può notare dalle foto che seguono, la prospettiva varia notevolmente in funzione dell'altezza di ripresa anche se viene utilizzata la stessa focale:

Foto scattata da circa 5mt. d'altezza.
Foto scattata in piedi.
Foto scattata a dieci cm. dal terreno.

Prospettiva Aerea: le montagne sullo sfondo di un panorama (ma lo stesso vale per qualsiasi oggetto in lontananza), ci appaiono sempre più sfumate man mano che la distanza aumenta, il contrasto scema, la colorazione diventa meno intensa e tende a raffreddarsi progressivamente, il tutto a causa dello strato d'aria che si interpone e che agisce come un filtro.


Per la nostra mente, tali variazioni sono quindi rappresentative della profondità di una scena, e in presenza di foschia o nebbia, grazie alla differenziazione tonale dei diversi piani presenti nell'inquadratura, avremo la sensazione che la profondità sia maggiore di quella reale.



Anche utilizzando un teleobiettivo spinto, che in funzione della grande distanza di ripresa comprime fortemente i piani dell'immagine, la presenza di foschia riesce ad accentuare lo stacco tra soggetto e sfondo.



Per lo stesso meccanismo, anche la nitidezza e la sfocatura vengono associate mentalmente alla vicinanza e lontananza del soggetto, incrementando la sensazione di profondità.





In questo caso interviene un ulteriore aspetto che rafforza tale impressione: i nostri occhi infatti, quando analizzano una scena, si spostano al suo interno esplorando i vari punti compresi nell'area, il campo visivo si restringe mettendo a fuoco selettivamente ogni singolo soggetto/oggetto individuato, mentre lo sfondo rimane parzialmente sfocato.



In analogia, anche un primo piano sfocato con un soggetto sullo sfondo nitido, è in grado di dare la stessa sensazione:



Prospettiva Tonale: i toni chiari tendono ad emergere rispetto a quelli scuri, il forte contrasto tra un soggetto/oggetto chiaro e uno sfondo scuro trasmetterà una maggiore sensazione di profondità.




Anche un cielo di nuvole bianche farà risaltare fortemente una scena dalle tonalità cupe:


L'esposizione quindi non deve essere vista solo come lo strumento per registrare una gamma tonale corretta, ma rappresenta anche uno strumento compositivo.
Un'ulteriore esempio molto conosciuto, è quello dell'utilizzo di una cornice naturale, che ottiene l'effetto di accentuare la prospettiva inducendo lo spettatore a spostare lo sguardo dal piano della cornice (più scuro) a quello del soggetto (più chiaro).




Prospettiva Cromatica: anche i colori intensi hanno la capacità di attirare l'attenzione, così capita che colori caldi e luminosi come il giallo, l'arancione e il rosso, si stacchino nettamente da uno sfondo di colori freddi e meno intensi come il verde, blu e viola, accentuando la sensazione di profondità della scena.




Naturalmente se utilizziamo più effetti prospettici, la percezione di profondità verrà ulteriormente rinforzata: